venerdì 16 marzo 2018

Gina Haspel: il femminismo conquista la CIA, di Stefano Zecchinelli


‘’Sono le donne che rendono impossibile ogni progresso’’ George Orwell
Risultati immagini per Gina Haspel fascist

Il presidente Donald Trump, da tutti presentato come un maschilista nemico delle donne, ha regalato al femminismo imperiale una nuova conquista: Gina Haspel sarà la prima donna ai vertici della CIA, una signora con un passato di crimini e torture. Una donna – inutile girarci attorno – con un passato di sangue, perché è di questo che si tratta, non possiamo transigere nella denuncia delle torture, delle uccisioni e della privazione della libertà, arbitraria ed ingiustificata.
La signora Haspel nel 2002 gestiva una prigione statunitense in Thailandia dove veniva applicata nei confronti d’innocenti imputati di terrorismo – accusa, quanto mai, aleatoria – la pratica dello waterboarding, la sua ascesa politica è stata all’insegna del neoconservatorismo, al servizio prima dei repubblicani di Bush (definiti, giustamente, da Chomsky un pericolo per l’umanità) ed ora dell’Alt Right filo-fascista di Trump. Niente male per una donna, ma è proprio un giornale femminista – Lettera Donna – a cercare di smarcarsi denunciando alcuni crimini della Haspel: ‘’Haspel assistette alla tortura di due prigionieri: in particolare, Abu Zubaydah venne sottoposto al waterboarding 83 volte in un mese e la sua testa più volte sbattuta contro il muro. Quelle torture vennero registrate su videocassetta, ma Haspel diede l'ordine di distruggere le registrazioni. La Cia ha poi dichiarato che la decisione in realtà era stata presa da Jose Rodriguez, capo di Haspel all'epoca, ma è proprio il nome di quest'ultima a essere presente sul documento che ordina la distruzione’’ 1. Apprezzo le informazioni, tutte vere, riguardanti questa neoconservatrice interna all’establishment più corrotta del mondo, ma non posso non andare oltre. Il femminismo ha trovato il suo approdo ultimo, definitivo, quello che più di tutti lo rappresenta.
Diceva bene Orwell, la sete di potere, il quale connota il gentil sesso, genera mostri: ‘’Una donna nutre sempre una specie di sentimento mistico nei riguardi del denaroBene e male in un cervello femminile significano semplicemente denaro e mancanza di denaro’’. Si parte dalla sete di denaro per poi arrivare al potere vero e proprio; s’inizia sposando il capitalista di turno, il rampollo d’una delle poche famiglie del Capitale, per poi scalare i vertici della oligarchia imperialistica, la direzione della CIA, quegli stessi signori – giudicati criminali da eminenti studiosi come Noam Chomsky ed Alexander Cockburn – i quali hanno pianificato lo sterminio dei popoli coloniali. Il potere corrompe e crea un nuovo prototipo di genus femminile: la Donna Imperiale, il controllo dei sessi (potrei scrivere della sessualità) attraverso la manipolazione del rapporto uomo/donna; una tipologia d’essere umano manipolato, funzionale al dominio neoliberistico. Il capitalismo dei disastri non lascia spazio all’emotività.
Inoltre che cosa dobbiamo aspettarci dalla controparte? La signora Clinton voleva rappresentare le donne che ‘’si sono fatte da sole’’ per spingerle a diventare madrine della terza guerra mondiale, nel migliore dei casi – quello più indolore – imprenditrici senza scrupoli, pronte a dare la vagina alle multinazionali, bubbone tumorale del diritto internazionale. La destra, solitamente, dice ‘’sposatevi con un ricco capitalista e superatelo in potere’’; la ‘’sinistra’’ replica ‘’studiate, formatevi professionalmente e diventate, voi stesse, il simbolo d’un nuovo capitalismo’’. Una sciocchezza incredibile, non c’è libertà dentro il capitalismo nonostante le donne, in questo momento, godano di diversi privilegi in più. Con una ‘’sinistra’’ così la destra, prima o poi, finirà nella spazzatura non per nulla il risultato s’è rivelato identico: imprigionare la donna in un ruolo analogo a quello d’un despota dell’antichità. Ho utilizzato la categoria Donna Imperiale perché ritrae al meglio la manipolazione del genus femminile, snaturato e reso funzionale ad abietti progetti di dominio. L’imperialismo plasma tutto ciò che gli è funzionale: minoranze etniche, di genere (pensiamo alla lobby lgbt) movimenti politici e singoli dissidenti. Domanda: perché dovremmo escludere, a priori e per mancanza di coraggio, la manipolazione d’uno dei due genus? Il movimento femminista è l’avanguardia ideologica della borghesia rosa. Facciamocene una ragione.
Le riflessioni di Diana Johnstone, tratte dal libro ‘’Hillary Clinton, la Regina del caos’’, inquadrano il problema partendo da sinistra: ‘’La globalizzazione a guida statunitense è un processo: un processo inteso ad assorbire una parte sempre più vasta del mondo all’interno della sfera della ‘’democrazia di libero mercato’’’’ pag. 45 ) 2. Quindi gli USA vogliono conquistare nuovi mercati imponendoci il neoliberismo, modificando la soprastruttura ideologica (Gramsci parlò d’egemonia culturale) dei paesi europei ed inventando relazioni sociali artificiali. La donna media verrà, volente o nolente, americanizzata ovvero il prototipo ideale è una aspirante manager, ambiziosa con lo spirito corrotto dell’arrampicatrice sociale. Se gli uomini hanno, dalla loro, la forza fisica (ma non ne sarei più così sicuro), le donne certamente hanno la violenza psicologica, quell’arma in più che gli permette di dettar legge nei rapporti famigliari. La famiglia, stessa, è un luogo di coercizione con rapporti autoritari – seguendo Marcuse – invertiti. La Donna Imperiale dispensa giudizi, una busta paga non soddisfacente è l’emblema, inoppugnabile, del rinnovato fallimento di genere; ‘’gli uomini sono dei falliti’’, queste parole sono l’epigrafe tombale del materno. Così vanno le cose negli USA, questo modello ci è stato calato dall’alto in modo, assolutamente, antidemocratico e ci sta, a poco a poco, distruggendo.
Diana Johnstone ci spiega che cosa rappresenta la signora Clinton: ‘’Se i neocon hanno bisogno delle donne per far apparire bella la guerra, le donne più ambiziose hanno bisogno della guerra per far avanzare le proprie carriere’’ pag. 97 ). Lo smart power ( potere intelligente ) viene definito come ‘’usare ogni mezzo immaginabile per promuovere l’egemonia mondiale degli Stati Uniti. All’interno di questo arsenale, il concetto più importante legato al ‘’soft power’’ sono indubbiamente i diritti umani. Questo è un settore in cui Suzanne Nossel è una vera specialista’’ pag. 112 ). Se la Clinton, una pazza guerrafondaia, sarebbe il ‘’soft power’’, la Haspel è il femminismo senza maschera, un movimento politico il quale trova la sua migliore realizzazione nei crimini d’una torturatrice della CIA. Il cerchio s’è chiuso, Orwell ha vinto.
Il femminismo distrugge uomini e donne: i primi vengono gettati ai margini della società dal neoliberismo economico; le seconde svendono la loro femminilità, vogliono somigliare alla strega imperiale Clinton od alla torturatrice Haspel. Quale uomo potrebbe trovarle attraenti? Nessuno, il genus maschile non possiede il gusto dell’orrido. Paul Craig Robert arriva al punto: ‘’il femminismo ha ceduto alle politiche identitarie e può solo generare odio per gli uomini che trovano attraente una donna. A giudicare dalla crescita dell'omosessualità, c'è una riduzione nel numero di uomini che trovano le donne attraenti’’ 3. La società occidentale è ad un bivio: Atene o Washington? L’Europa, se vuole salvarsi, deve ‘’democratizzare la vita quotidiana’’ (Lukàcs) seguendo la strada tracciata dalla filosofia classica ed abbandonare, una volta per tutte, l’eugenetica anglosassone, mostro divoratore d’affetti oltre che di popoli. La nomina della Haspel ai vertici della CIA va ben oltre l’Alt Right, è l’approdo d’una deriva reazionaria iniziata, quanto meno, alla fine dell’’800. Marx e Lenin l’avevano capito, s’opposero con decisione a queste ‘’utopie letali’’, una parte rilevante del movimento socialista fece finta di niente, lasciò correre per puro – sottolineo puro – opportunismo politico. Ignavi.
La Clinton ha vinto: la ‘’Regina del caos’’ voleva portare le donne ai posti di comando dell’imperialismo USA, desiderava regalare un volto femminile alla guerra termonucleare contro la Russia. Grazie al buffone Trump, i suoi intenti potrebbero realizzarsi. I ‘’radical chic’’ anti-populisti gioiranno: i crimini dell’Alt Right saranno condotti da una appartenente al gentil sesso, con un passato degno degli aguzzini nazisti. Poco attraente, ma decisamente in carriera. Indesiderabile.

http://www.letteradonna.it/it/articoli/ritratti/2018/03/13/gina-haspel-cia/25476/
http://www.linterferenza.info/cultura/limperialismo-americano-secondo-diana-johnstone/
https://www.geopolitica.ru/it/article/il-pericolo-femminista-donne-e-uomini

Stefano Zecchinelli




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